ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

L’ACE si trasforma in APE.

Per le regioni che non hanno ancora legiferato in materia (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Umbria, Veneto e Sardegna) vale la normativa nazionale ex legge 90/2013. Ciò sarà valido fino a quando la procedura di calcolo attuale non sarà modificata da ulteriori decreti attuativi ( in un futuro prossimo il DPR 59/2009 potrebbe essere abrogato per far posto ad una metodologia aggiornata alla direttiva europea 2013/31/CE)

 

 

COSA CAMBIA ?

La legge di conversione n.63 del 2013 stabilisce non una sanzione amministrativa ma la nullità dell’atto in caso di “mancata allegazione dell’ APE ai contratti di vendita, di locazione e di trasferimento di immobili a titolo gratuito […]”.

Tale obbligo era già previsto dal 1 gennaio del 2012 per la sola compravendita di immobili.

 

QUANDO DEVE ESSERE PRONTO L’APE?

 

Tutti i potenziali clienti devono avere a disposizione l? Attestato di Prestazione Energetica; il documento può essere consegnato al momento della stipula del contratto preliminare con il promissario acquirente.

 

Ogni qualvolta un immobile deve possedere l’APE, quest’ultimo deve essere allegato agli atti di compravendita e di locazione, ma anche in tutti gli atti che comportano un trasferimento di proprietà e/o diritti a titolo oneroso e gratuito; questo vuol dire che l’APE deve essere allegato anche per patti di famiglia, donazioni, , permute, conferimenti di fabbricati nei patrimoni delle società ecc.

 

QUANDO NON E’ NECESSARIO ALLEGARE L’APE?

 

-       Tutti gli edifici adibiti a luoghi di culto;

-       i fabbricati agricoli non adibiti a residenza e sprovvisti di impianti di climatizzazione;

-       qualsiasi manufatto che non può essere riconducibile alla definizione di “edificio”, come può essere il caso dei capannoni per gli attrezzi, le piscine, i gazebo, ecc.;

-       i fabbricati allo stato di “scheletro strutturale”, quindi privi delle di parti dell’involucro edilizio;

-       i fabbricati “al rustico”, quindi privi di serramenti, rifiniture e impianti tecnologici;

-       i fabbricati isolati con una superficie utile inferiore ai 50 mq;

-       i fabbricati che non devono garantire comfort abitativo perché di servizio e non destinati a permanenza prolungata di persone (garage, locali tecnici, locali caldaia, stalle, cantine, depositi, ecc.);

-       i fabbricati adibiti a garage, autorimesse, depositi auto, ecc.

-       i fabbricati collabenti, i ruderi e quelli abbandonati;

-       i fabbricati industriali e artigianali particolari che vengono riscaldati per esigenze particolari (serre) o climatizzati tramite la combustione di reflui del processo produttivo che, altrimenti, non potrebbero essere impiegati in altro modo;

-       manufatti “marginali” come legnaie, portici, ecc.

 

SONO ANCORA VALIDI GLI ATTESTATI DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA (ACE) GIA’ REDATTI ?

 

Fonte

Prime note interpretative relative alla allegazione dell’APE a pena di nullità

A cura dell’ufficio studi del Consiglio Nazionale del Notariato – settore studi pubblicistici  (SCARICA DOCUMENTO COMPLETO)

 

La norma in commento stabilisce che “L’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione,  pena  la  nullità  degli  stessi  contratti”.  Si  può  adempiere  all’obbligo  allegando  un attestato di certificazione energetica rilasciato prima del 6 giugno 2013, in presenza di una norma che fa riferimento esclusivamente all’attestato di prestazione energetica?

 

Si ritiene di sì; l’art. 6, c. 10, dlgs 192/2005 fa salvi gli attestati di certificazione energetica, rilasciati prima del 6 giugno 2013, in conformità alla direttiva 2002/91/CE, ed in corso di validità (in base alla previgente disciplina, l’attestato di certificazione energica aveva validità temporale massima di 10  anni  dal  suo  rilascio,  salva  la  necessità  di  suo  aggiornamento  ad  ogni  intervento  di ristrutturazione che avesse modificato la prestazione energetica); pertanto, per una vendita posta in  essere  dal  6  giugno  2013,  il  venditore  potrà  avvalersi  ancora  dell’eventuale  attestato  di certificazione  energetica  rilasciato  in  data  anteriore  al  6  giugno  2013,  ed  ancora  in  corso  di validità. Se ciò vale sicuramente per l’obbligo di dotazione posto a carico del venditore, non può che valere anche per l’obbligo di allegazione, altrimenti si finirebbe per svuotare di contenuto l’art. 6, c. 10, dlgs 192/2005 (non avrebbe senso che un venditore, in possesso di un attestato di certificazione energetica ante 6 giugno 2013, sia dispensato dall’obbligo di dotazione di un nuovo attestato ma non possa procedere alla allegazione dell’attestato in suo possesso).

 

 UN ACCORDO TRA LE PARTI CONSENTE DI NON PRODURRE L’APE ?

No, nella maniera più assoluta. Un accordo tra acquirente e venditore o tra locatore e locatario che evita l’allegazione dell’Attestato di Prestazione Energetica non è ammissibile ed è illegittimo sulla base del diritto privato. Un contratto che contenga un accordo di tal genere è, pertanto, nullo. Non ha mai effetto e non può essere sanato.

 

QUALI LE SANZIONI ?

 

Il decreto 63/ 2013 convertito in LEGGE 90/2013 prevede per i proprietari degli immobili, che non alleghino l’Ape in caso di vendita, di nuova locazione o di ristrutturazioni importanti, il pagamento di  una sanzione che va dai 3.000 ai 18.000 euro. Per il professionista poi è prevista la sanzione compresa tra 700 e 4.200 euro nel caso in cui l’attestato di prestazione energetica non rispetterà i criteri che saranno stabiliti dalla legge.

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